C’è una faglia profonda, un abisso ideologico e materiale, che separa la retorica identitaria sbandierata in campagna elettorale dal neoliberismo alla carbonara con cui il governo Meloni sta gestendo gli asset strategici dell’Italia. Per anni, la destra sovranista ha costruito il proprio consenso sulla difesa del ‘Made in Italy’ e sull’orgoglio nazionale. Ora, un’analisi critica del cosiddetto ‘melonismo’ denuncia una svendita degli asset strategici, accusando l’esecutivo di perseguire politiche neoliberiste in netto contrasto con le promesse elettorali. Il divario tra discorsi e azioni solleva interrogativi sulla coerenza del governo e sulla tutela degli interessi nazionali in settori chiave dell’economia.
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